Etain Addey
Racconti romani di una ingenua signorina inglese
Montaonda 2026
ISBN 9788898-186877
Pagg. 296
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info: goldiehel@gmail.com
Il programma narrativo del libro è già nel titolo, ironico, diretto, appassionato, tenace.
E il racconto, pur così immerso e vivido nel suo tempo, ci giunge dai boschi dell’Umbria, dall’Etain Addey che conosciamo, contadina e anziana, quel movimento silenzioso ma costante di cui è stata pioniera e guida per decenni, il mondo che ha scelto e raccontato nelle sue opere precedenti, bellissime. Quei suoi primi libri hanno commosso più di una generazione, non solo di italiani, e dato ali al desiderio di tanti, accompagnandoli nella scelta non sempre facile di abbandonare la città e il mondo “civile” per recuperare un rapporto ancestrale e autentico con la terra e i suoi popoli, animali e vegetali, con le stagioni e gli elementi, la pietra, l’acqua e l’aria, la spiritualità del luogo. Molta paganità, senz’altro, attualizzata in ecologia, curiosità per i costumi antichi e amore per gli animali.
Ma è soltanto ora, ovvero dopo averci fatto conoscere il suo incontro e matrimonio con il mondo contadino italiano più “arretrato” (si usava dire così, con evidente disprezzo, riferendosi a chi ancora non usava le macchine per allevare, coltivare e raccogliere i frutti della terra); dopo aver lavorato, faticato, generato e raccolto per quarant’anni, solo ora Etain può raccontare il prima, farsi capire e forse anche capirsi.
